COSA VEDERE A BARI.

GUIDA COMPLETA PER VISITARE LA CITTÀ

Bari – Lungomare

Il capoluogo della Puglia è una delle città più consigliate d’Italia per un tour culturale e gastronomico. Sono infinite le bellezze del centro storico di Bari e vale la pena menzionare le più suggestive e rappresentative.

La città, che oggi conta circa 324.000 abitanti, è nota soprattutto per essere il luogo nel quale sono custodite le reliquie di San Nicola, condizione che ha fatto di Bari una delle città predilette dalla Chiesa Ortodossa in Occidente, nonché un importantissimo ponte culturale fra cattolicesimo e ortodossia.

Altra caratteristica che fa di questo centro dai tratti cosmopoliti un luogo dal grande appeal culturale è la sua vocazione mercantile e commerciale, inaugurata già durante l’antichità ed affermatasi nel Medioevo, quando divenne punto nevralgico dei contatti politici, economici e culturali fra Europa Occidentale, Europa dell’est e Medio Oriente.

A dare continuità a questa tradizione è la celebre Fiera del Levante, istituita nel 1930 e considerata una delle più importanti esposizioni fieristiche d’Italia e d’Europa.

Bari – Castello Svevo

Grazie alla cosiddetta Borsa degli affari, la Fiera del Levante promuove i contatti e i rapporti commerciali fra i tanti espositori provenienti dal sud est europeo ed, in generale, da tutta l’area mediterranea.

Si tiene ogni anno nel quartiere Marconi-San Girolamo-Fesca ed il suo ingresso principale è situato al civico 4 del Lungomare Starita.

Durante il corso dell’anno il quartiere fieristico ospita oltre trenta manifestazioni internazionali fra congressi, esposizioni ed eventi, ma l’appuntamento principale resta la Fiera Campionaria di settembre.

La città è affacciata sul Mare Adriatico e copre una vasta area pianeggiante detta Conca di Bari, estendendosi soprattutto lungo la linea di costa, sebbene alcuni quartieri situati nell’entroterra si spingano a ridosso dei primi rilievi delle Murge.

La città si estende intorno al suo quartiere più antico, Bari Vecchia, adagiata su una breve penisola.

Se ti stai chiedendo cosa visitare a Bari durante una gita o una breve escursione in giornata, sappi che la lista è piuttosto lunga, considerata la grande varietà di bellezze architettoniche custodite da questa antichissima città portuale.

Cenni storici

La città ha origini molto antiche, come confermato dal toponimo greco (Βαριον) e da quello latino (Barium).

Da quanto emerso dai sondaggi effettuati nell’area in cui sorge la chiesa di San Pietro, all’interno della città vecchia, la fondazione del centro abitato originario risalirebbe all’età del bronzo, quando il popolo dei Peucezi decise di costruire un piccolo avamposto in posizione dominante sulla linea di costa. L

a città passò ben presto sotto il dominio greco, quindi crebbe in maniera rilevante in seguito alla costruzione della Via Traiana, quando entrò a far parte del dominio romano, intorno al III secolo a.C. Nel IV secolo fu scelta come sede episcopale, finché, con la caduta dell’Impero, non divenne motivo di attrito fra Longobardi e Bizantini, che si contesero la città per molto tempo. L’attuale struttura urbanistica che caratterizza la città vecchia risale proprio a quest’epoca. Dopo anni di tira e molla, Bari diventò sede di un emirato, in seguito alla conquista berbera dell’847.

Nell’871 la ritirata degli arabi fece in modo che la città passasse nuovamente nelle mani dei duchi longobardi di Benevento, eletta capitale della Langobardia Minor. Nell’875 tornò fra i possedimenti dei Bizantini, quindi fu più volte assediata dai Saraceni, interessati a farne una loro roccaforte in Occidente.

A causa delle gravi vessazioni economiche, il popolo di Bari decise di ribellarsi ai bizantini e, all’indomani di un periodo caratterizzato da lunghi scontri, riuscì finalmente ad ottenere la tanto sospirata autonomia (1018).

L’indipendenza di Bari durò molto poco e dopo il ritorno in mano bizantina, la città fu assediata dai normanni, che riuscirono a strapparla ai loro nemici nel 1071. Un evento che ha caratterizzato per secoli la storia e l’identità di Bari è stato l’arrivo delle spoglie di San Nicola di Mira, datato al 1087.

Assediata e distrutta dall’esercito guidato da Guglielmo il Malo nel 1156, rifiorì soltanto in epoca sveva, quando Federico II fece erigere un castello al di sopra di alcune fortificazioni normanne preesistenti.

La politica vessatoria dei dominatori che si alternarono al potere causò un lungo periodo di decadenza, che si arrestò soltanto con gli Sforza ed in particolare con le duchesse Bona Sforza e Isabella d’Aragona. Di lì a poco, Bari entrò a far parte della dominazione veneziana, periodo durante il quale la città vide una crescita sostenuta dal punto di vista economico e commerciale. Il porto venne ampliato, diventando un punto cruciale negli scambi fra i mercanti provenienti dall’entroterra e quelli esteri.

Nel 1813, Gioacchino Murat ampliò i confini cittadini con la posa della prima pietra al di fuori della cinta muraria medioevale. Fu così che nacque il cosiddetto borgo nuovo, anche detto “borgo murattiano”, caratterizzato da un impianto viario ortogonale. Il XIX secolo vide un netto incremento della popolazione, che passò dai circa 18 mila abitanti di inizio secolo agli oltre 94 mila censiti agli albori del 1900. Il boom edilizio diede vita alla realizzazione di numerosi edifici pubblici e privati, quali il Teatro Piccinni, l’acquedotto pugliese, la camera di commercio, l’Università, il Teatro Petruzzelli e la sede della casa editrice Laterza.

Immagine storica Fiera del Levante
Immagine storica Fiera del Levante

A Bari, il lungomare monumentale risale invece al ventennio fascista, anni durante i quali venne inaugurata la Fiera del Levante, pensata per rendere una volta per tutte Bari la porta d’Oriente, titolo assegnato al capoluogo pugliese per l’importanza rivestita negli scambi economici e culturali portati avanti per secoli.

I monumenti di Bari

Il capoluogo pugliese può vantare una lunga storia, che nel corso dei secoli ha saputo donarle un grande patrimonio architettonico e culturale. Quest’ultimo, a partire dall’inizio degli anni 2000, è al centro di una profonda opera di recupero e valorizzazione.

Durante una passeggiata a Bari, la città vecchia mostra il suo incredibile fascino, unitamente ai monumenti più importanti della città, fra cui annoveriamo le numerose architetture religiose e civili, ma anche il castello normanno svevo e le tante aree verdi che si fondono mirabilmente con i colori del mare e del cielo azzurro e rendono ogni passeggiata una splendida opportunità turistica.

Uno dei simboli più importanti di Bari è senza dubbio la Basilica di San Nicola, eretta fra il 1087 e il 1097 allo scopo di custodire le spoglie del santo omonimo, trafugate a Mira da alcuni mercanti baresi. La costruzione della chiesa fu ordinata dall’abate Elia, poi divenuto vescovo. L’edificazione del nuovo tempio cristiano fu particolarmente veloce e la chiesa fin da subito divenne uno dei luoghi più amati e venerati dagli abitanti locali e dai tanti pellegrini che qui accorrevano per osservare da vicino le spoglie mortali del Santo. Realizzata secondo i dettami dello stile romanico, presenta una facciata maestosa, di fianco alla quale svettano le due torri campanarie. Anche l’interno è grandioso, diviso in tre navate e dotato di altrettanti absidi, uno dei quali recante la cattedra episcopale dell’abate Elia, datata al 1105. Si tratta di un trono di marmo monolitico, situato alle spalle del ciborio.

Molto suggestiva è anche la cripta, sostenuta da 26 colonne dotate di capitelli romanici. È al di sotto dell’altare della cripta che sono conservati i resti di San Nicola. Una leggenda vuole che i monaci che in passato le custodivano riuscirono ad estrarre dalle ossa del Santo un liquido miracoloso al quale fu dato il nome di “manna”.

La Cattedrale di Bari, dedicata a San Sabino, si affaccia su Piazza dell’Odegitria e da molti è considerata come la più bella della Puglia fra quelle appartenenti al XIII secolo. Anche questa è un bell’esempio di romanico pugliese, con la facciata in pietra bianca ed una parte interna sobria e solenne, divisa in tre navate a loro volta separate da otto colonne che con tutta probabilità furono recuperate dal precedente edificio di epoca bizantina.

La Cattedrale di San Sabino oggi conserva soltanto uno dei due campanili originari, considerato che l’altro è crollato nel 1613.

I restauri portati a compimento negli ultimi decenni hanno definitivamente ricomposto l’immagine di una delle chiese più belle ed armoniose di tutta l’Italia meridionale, i cui interni sono abbelliti da preziosi affreschi del Trecento, nonché da un’icona bizantina della Madonna di Costantinopoli, denominata Madonna Odegitria. Particolarmente significativa è la presenza, all’interno della cripta, di una cappella ortodossa che consente a tutti coloro che si attengono all’osservazione dei riti ortodossi di pregare il loro Santo secondo le proprie tradizioni.

La Chiesa Russa è situata su Corso Benedetto Croce ed è anch’essa dedicata al santo patrono di Bari, San Nicola, assai venerato in Russia, soprattutto dai greco ortodossi. Questa chiesa fu voluta proprio dallo Zar Nicola II e progettata da un architetto russo nel 1913.

Meta di numerosi pellegrinaggi compiuti anche da personaggi famosi, divenne presto una scuola materna destinata ad accogliere bambini soli o abbandonati.

Al di là della bellezza e dell’uso fatto dell’edificio in questione, la chiesa fu eletta come simbolo dell’unione ideologica fra il mondo cattolico e l’universo ortodosso. La struttura è stata realizzata in pieno stile moscovita, secondo una pianta a croce greca sulla quale poggia una cupola centrale.

Anche l’arredamento ed il mobilio sono stati disegnati da artisti russi ma costruiti a Bari.

Dopo lunghi anni di gestione da parte del governo italiano, la chiesa Russa nel 2009 è stata consegnata al governo russo, durante una cerimonia officiata in presenza di entrambi i Capi di Stato.

Castello Normanno Svevo Bari
Castello Normanno Svevo Bari – © Wikimedia Commons

Un altro degli edifici simbolo di Bari è senza dubbio il castello normanno svevo, una grande fortezza situata a ridosso della città vecchia. La fortificazione risale con tutta probabilità al 1132 e fu voluta dal re normanno Ruggero II.

In seguito, il castello venne distrutto dagli stessi abitanti di Bari e da Guglielmo il Malo, che decise di risparmiare soltanto alcuni luoghi di culto.

Venne ricostruito abbastanza velocemente, essendo stato ultimato nel 1233, allorquando Federico II ne ordinò il rafforzamento.

Dopo le trasformazioni subite in epoca angioina e diventato proprietà di Ferdinando d’Aragona, venne in seguito donato agli Sforza, che governarono la città per alcuni decenni.

Durante la seconda metà del XVI secolo, la rocca passò nuovamente sotto il controllo dei sovrani del Regno di Napoli, che ne fecero una prigione ed una caserma. Oggi il castello è ancora circondato dal fossato originario, che occupa tre lati, eccezion fatta per quello settentrionale, che un tempo era bagnato dal mare.

La cinta di difesa, invece, corre più lontano ed è un lascito dell’epoca aragonese. È dotata di grandi bastioni angolari e di un ponte situato sul lato meridionale: nel cortile sono visibili il mastio di epoca sveva e i baluardi cinquecenteschi.

Molto suggestivo è il nuovissimo impianto di illuminazione artistica, realizzato dall’ingegner Antonio Vernole ed acceso per la prima volta nel settembre del 2008. Se stai per raggiungere la città pugliese per un viaggio di piacere e ti stai chiedendo cosa visitare a Bari, puoi optare per una comoda visita guidata, piuttosto che per l’acquisto di una guida turistica di Bari che indichi i punti salienti della città.

Ogni visita esaustiva della città può prendere inizio dal porto, dal quale è molto facile raggiungere il vicino centro storico dove lasciarsi incantare dalle preziose testimonianze storiche.

Visitare Bari a piedi durante una bella giornata primaverile o estiva può essere la soluzione più comoda, in modo da scorrere una per una le bellezze architettoniche ubicate lungo le strade della città vecchia e del vicino quartiere ottocentesco. Fra gli edifici di maggior pregio figurano il palazzo dell’Acquedotto, Palazzo Mincuzzi, Palazzo Fizzarotti e Palazzo De Gemmis.

Il Palazzo dell’Acquedotto Pugliese sorge di fianco al Teatro Petruzzelli e risale al 1924, anno durante il quale l’Ente che curava l’Acquedotto Pugliese decise di dotarsi di una nuova sede. Molto bella la facciata bugnata che dona all’edificio l’aspetto di una fortezza inespugnabile. Appena varcato l’accesso, invece, è possibile ammirare gli interni stupendi realizzati da Duilio Cambellotti attingendo a tutta la sua fantasia liberty: il tema principale è ovviamente l’acqua, presente negli affreschi situati all’interno della Sala del Consiglio, ma anche sui pavimenti e su molti degli intarsi in madreperla e legno che ornano i tanti mobili facenti parte dell’arredo originale.

Nel pieno centro del quartiere voluto da Murat, affacciato su una delle strade più eleganti della città, sorge Palazzo Mincuzzi, realizzato sul progetto di Aldo Forcignanò, che nel 1923 disegnò quest’edificio adottando una soluzione ad angolo. La facciata è impreziosita da numerose colonne, capitelli ionici, lesene bugnate e mascheroni, scolpiti da Nicola Buono, artista originario di Capurso. Gli ambienti interni sono interamente realizzati in stile Liberty, dominati da una grande scala ed illuminati dai raggi del sole che penetrano attraverso la cupola vetrata posta a coronamento dell’edificio.

Palazzo Fizzarotti affaccia su Corso Vittorio Emanuele II e si presenta con il suo stile eclettico, in grado di fondere le attitudini del romanico pugliese con tante tradizioni architettoniche differenti. La facciata in stile veneziano va letta come un grandioso omaggio alla Repubblica Serenissima, che liberò la città dall’occupazione saracena nel 1022. L’androne di marmo attraverso il quale accedere agli ambienti interni ospita alcune decorazioni di epoca federiciana, insieme a numerosi simboli esoterici ed allegorie che riguardano le attività economiche tipiche della regione Puglia.

Palazzo de Gemmis è un elegante edificio ottocentesco, in origine abitato dai Baroni de Gemmis e realizzato secondo i dettami dello stile neoclassico. La lapide marmorea posta in memoria di Giuseppe Garibaldi e sistemata sulla facciata fa riferimento all’arrivo dello stesso a Bari, presso cui venne accolto dal Barone e patriota Nicola de Gemmis, che fu anche il primo sindaco della città.

Se ti stai chiedendo cosa visitare a Bari in un giorno, non puoi prescindere da una puntatina presso il teatro più antico della città, ovvero il Teatro Piccinni. L’edificio è stato realizzato per contenere almeno ottocento spettatori: venne inaugurato il 4 ottobre del 1854, giorno in cui andò in scena la rappresentazione del Poliuto di Gaetano Donizetti. L’anno dopo, il teatro venne intitolato al grande musicista barese Niccolò Piccinni, apprezzatissimo nella sua città natale ma anche in Francia, nazione in cui svolse gran parte della sua attività.

Il Teatro Petruzzelli fu realizzato in seguito all’esigenza del popolo barese di poter usufruire di una struttura più ampia, degna di una città che aveva il desiderio di elevarsi al rango delle altre grandi città italiane.

E così l’amministrazione comunale barese decise di sfruttare Largo della Marina, un piazzale affacciato sul mare un tempo adibito ad ospitare spettacoli e concerti in strada.

La realizzazione dell’edificio cominciò nel 1896, quando venne selezionato il progetto realizzato da due commercianti locali, Antonio ed Onofrio Petruzzelli.

La struttura fu inaugurata il 14 febbraio del 1903 quando andò in scena la rappresentazione diretta da Giacomo Meyerbeer.

Gli obiettivi e le aspirazioni dell’amministrazione divennero realtà, considerato che il Teatro Petruzzelli è ancora oggi il quarto teatro italiano per grandezza ed il più grande teatro privato di tutta Europa.

Parzialmente distrutto nella notte fra il 26 e il 27 ottobre del 1991 da un incendio doloso, i lavori di restauro sono stati portati a termine nel 2008 e nel 2009 le chiavi dell’edificio sono state consegnate simbolicamente alla “Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli”, che ne ha assunto la gestione.

Le principali specialità enogastronomiche cittadine

Chi ha intenzione di visitare Bari e passeggiare fra i vicoli della città vecchia o lungo il suo meraviglioso lungomare, non può prescindere da una sosta presso una delle tante osterie sparse nel centro storico della città pugliese.

Qui potrai assaggiare molti dei piatti più buoni della cucina pugliese, che si basa essenzialmente su tre prodotti: l’olio, il grano e il vino. Ampiamente utilizzati nelle ricette tipiche sono anche gli ortaggi, sebbene a fare la parte del leone siano soprattutto i prodotti da forno, con il pane e la pasta fatta in casa che figurano fra i prodotti tipici più apprezzati.

Tra le tipologie di pasta fresca fatta a mano più note bisogna citare le orecchiette, dette comunemente “recchietedde” o “strascinate”, le lagane, i cavatelli, i troccoli, i fusilli e le tripoline. Insieme alla pasta fatta in casa sono molto diffusi i calzoni al forno ripieni di acciughe, cipolla, olive e capperi, i panzerotti fritti ripieni di ricotta e lardo, le “pettole” alla barese, i taralli, le “sgagliozze”, polenta fritta tagliata a fette e venduta anche per strada dai tipici chioschetti e infine la celebre focaccia barese, realizzata con un impasto di farina e patate lesse e condita con pomodorini, origano e olive. Essendo una città di mare, la ristorazione barese è nota per le numerose pietanze a base di pesce. Fra queste vale la pena ricordare la Tiella alla barese con riso, patate e cozze, il dentice con le olive, le alici arraganate, i polipetti in casseruola e l’orata alla San Nicola. Qualche idea per accompagnare un buon pranzo in uno dei ristorantini situati fra i vicoli di Bari? Niente di meglio che un bicchiere di uno dei tanti vini pregiati prodotti in zona. Potrai scegliere un Castel del Monte, un Moscato di Trani, un Primitivo di Gioia, un bianco di Locorotondo o Alberobello o un Aleatico.

Cosa visitare nei dintorni di Bari

Non solo mare, ma anche natura, arte ed enogastronomia: la terra di Bari è un concentrato di bellezza e graditissime sorprese. Sono numerose le offerte viaggi da Bari dedicate ai luoghi più interessanti del circondario e fra questi ve ne sono alcuni da non perdere per nulla al mondo.

Ad Altamura, nelle Murge, la modernità strizza l’occhio alle tradizioni locali. Meravigliosamente recuperate e tenute sono le stradine del centro storico, ricche di palazzi eleganti, chiesette e di quelli che nel dialetto locale vengono definiti claustri, ovvero piccoli locali nati come luoghi di aggregazione spontanea tra gruppi familiari o etnici differenti. Stupenda anche la Cattedrale, realizzata secondo i dettami degli stili neoclassico, romanico e barocco.

A Conversano, il profilo del Castello fa da punto di riferimento. Oltre al castello vanno visitate anche la Cattedrale ed il Santuario di Santa Rita.

Non necessita di descrizioni o presentazioni particolari la famosa e bellissima Alberobello, celebre per i suoi trulli, le piccole costruzioni coniche nelle quali respirare atmosfere che provengono dal passato e dalle tradizioni di una civiltà rurale che ancora oggi non ha alcuna intenzione di dimenticare le proprie origini. Queste architetture uniche al mondo sono calate in alcuni dei paesaggi più suggestivi d’Italia e si fanno artefici della riproposizione per fini turistici della cultura, dell’artigianato e dell’enogastronomia della tradizione.

Leggi anche la Guida completa su Alberobello


Anche
Locorotondo è un luogo da visitare assolutamente: una fitta trama di vicoli, i balconi e le facciate curatissimi, la forma tipica dei tetti delle abitazioni e tanti altri dettagli architettonici sono pronti a stupirti. Meraviglioso il contrasto offerto dai tantissimi fiori colorati con il bianco delle abitazioni: è stato istituito persino un concorso che premia chi possiede il balcone più bello della città.

Curiosità su Bari

Non tutti sanno che Bari può essere considerata la città italiana di Babbo Natale!

Come mai? Il capoluogo pugliese è la città di San Nicola, protagonista di uno straordinario successo sia sacro che profano.

San Nicola, infatti, si impose come figura emblematica del mondo cristiano, sia romano che greco-ortodosso, diventando dopo la sua morte patrono della Grecia e della Russia, tanto che anche nella basilica a lui dedicata nel cuore di Bari vecchia, la messa viene spesso celebrata secondo il rito ortodosso. Inoltre, l’attribuzione di numerosi miracoli riguardanti neonati e bambini hanno fatto in modo che il Santo divenisse ben presto il patrono dei fanciulli.

In quanto protettore dei più piccoli, San Nicola ha riscosso molto successo sia in Germania che nel resto del mondo protestante ed oggi il rito di Santa Klaus, derivato da una tradizione americana, è diventato un evento di importanza mondiale. Ma Bari è anche la città natale di numerosi personaggi famosi, fra cui il compositore Niccolò Piccinni, il patriota e letterato Nicola de Gemmis, l’attrice Giuliana Lojodice, gli attori Emilio Solfrizzi, Uccio de Santis ed Ettore Bassi, la coppia satirica Fabio e Mingo, il comico Checco Zalone, la cantante Giò Sada.

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