COSA VEDERE A MATERA.

GUIDA COMPLETA PER VISITARE LA CITTÀ

Matera

Se ti stai chiedendo Matera in che regione si trova, devi sapere che è uno dei due capoluoghi della regione Basilicata, popolata da oltre 60 mila abitanti e detta anche Città dei Sassi o Città Sotterranea, conosciuta com’è per gli storici e suggestivi Rioni Sassi.

Abitata fin dalla preistoria, Matera è una delle città più antiche al mondo.

L’area in cui sorgono i Sassi è stata riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1993, durante l’assemblea di Cartagena (Colombia), quando Matera divenne la prima località del Sud Italia a ricevere tale riconoscimento.

Città ricca di storia e crocevia di diverse culture e numerosi eventi, Matera fu capoluogo della regione Basilicata durante il Regno di Napoli, fra il 1663 ed il 1806.

Fu proprio durante questo periodo che la città venne investita da una grande crescita economica, culturale e commerciale.

Matera, inoltre, è stata la prima città del sud Italia ad insorgere contro l’occupazione nazifascista e pertanto è stata decorata con diversi riconoscimenti al valore militare e civile.

Il 17 ottobre del 2014, infine, Matera venne designata, insieme alla bulgara Plovdiv, Capitale europea della cultura per l’anno 2019.

La città, che ha ospitato anche il set cinematografico del film “La passione di Cristo” diretto da Mel Gibson, sorge a poco più di 400 metri sul livello del mare, al confine con la Puglia e con il vicino altopiano delle Murge.

Poco ad ovest, invece, scorre la cosiddetta fossa Bradanica, ovvero il profondo e strettissimo canyon scavato dal fiume Bradano nel corso dei secoli.

Di recente, alcuni sbarramenti hanno parzialmente bloccato lo scorrere delle acque, le quali vengono impiegate per scopi irrigui.

L’area nella quale sorge la diga del Bradano è stata inclusa in una riserva naturale regionale detta di San Giuliano.

I Rioni Sassi, ovvero il Sasso Caveoso e il Sasso Barisano, sono delimitati proprio dalla fossa scavata dal torrente Gravina di Matera, affluente del Bradano che sfiora il centro abitato. I Sassi di Matera costituiscono una delle zone più interessanti della città, ma non l’unica, considerata la grande varietà di luoghi ed angoli suggestivi da visitare a Matera.

Storia di Matera

Le origini della città sono assai remote e la testimonianza più evidente dell’importanza storica dell’area è il ritrovamento di diversi insediamenti risalenti all’età paleolitica.

Le grotte situate lungo le Gravine hanno consegnato numerosi oggetti che risalgono all’epoca preistorica, evidenze importanti della presenza di alcuni gruppi di cacciatori e raccoglitori stanziati qui per generazioni.

Durante il Neolitico gli insediamenti divennero stabili e le popolazioni presero a realizzare veri e propri villaggi trincerati come quello della vicina Murgia Timone.

Con l’arrivo dell’età del ferro, nacque anche il primo vero nucleo urbano, situato laddove oggi sorge la Civita, sul lato destro della Gravina.

Le origini della Civita, invece, sono probabilmente attribuibili al periodo greco, come affermano alcuni scritti relativi alla storia di Matera.

Questo particolare sarebbe confermato anche dall’emblema cittadino, che ritrae un bue con le spighe di grano, che sarebbero un’icona tipicamente greca.

Inoltre, secondo alcune ricostruzioni, il bue sarebbe una riproposizione dell’insegna di Metaponto, suggerendo una probabile frequentazione della Civita materana da parte dei coloni greci che avevano già costruito la vicina Metaponto.

A tal proposito, alcune fonti raccontano anche dell’accoglienza concessa da Matera ai metapontini in fuga dopo la distruzione della loro città da parte dell’esercito guidato da Annibale.

Riguardo alle origini del nome, invece, sono state avanzate numerose ipotesi.

Nell’antichità Matera veniva definita dai Greci Mataia ole, termine che deriverebbe da Mataio olos, la cui traduzione è “tutto vacuo”, con un chiaro riferimento alla vicina Gravina, la profonda fossa attraversata dal torrente.

Un’altra possibilità è che il nome possa derivare da Mata, che tradotto vuol dire cumulo di rocce.

Ad indurre gli esperti a ritenere credibile tale ipotesi è il fatto che la radice in questione è utilizzata per moltissimi altri nomi geografici.

Non mancano nemmeno i collegamenti con i toponimi Mater, “madre terra”, Materia “legna da taglio”, Matterah “carcere” e Me terah “acqua pura”.

Altri studiosi sostengono la derivazione del nome da quelli delle vicine Heraclea e Metaponto, avendo accolto i profughi di tali città in seguito alla loro distruzione.

Durante il periodo magno greco Matera stabilì rapporti piuttosto stretti con alcune delle colonie greche situate sul litorale meridionale della Basilicata.

In seguito, in età romana, divenne un semplice centro di passaggio che fungeva per l’approvvigionamento dei viaggiatori e dei mercanti.

Nel 664 d.C., in seguito alla discesa dei longobardi in Italia, Matera passò sotto il loro dominio e divenne parte del Ducato di Benevento.

I secoli successivi videro lotte sempre più aspre fra i Longobardi, i Bizantini e i Saraceni e la città venne rasa al suolo dalle truppe di Ludovico II, imperatore dei Franchi, che la assediò con lo scopo di cacciare proprio i Saraceni.

A partire dall’VIII secolo, tutto il territorio gravitante intorno alla città divenne teatro di una forte immigrazione di monaci bizantini e benedettini, che presero possesso di molte delle grotte situate lungo la Gravina trasformandole in chiese rupestri.

Nel 1043 la città conobbe una nuova dominazione, quella dei Normanni, che coincise con un lungo periodo di pace.

Nei secoli successivi, dopo alterne fortune, la città venne ceduta dagli Aragonesi al conte Giovan Carlo Tramontano, che dopo aver fatto costruire il castello omonimo venne ucciso dal popolo (1514) che lamentava vessazioni ed imposizioni fiscali esagerate.

Durante il dominio spagnolo e più precisamente nel 1663, Matera fu definitivamente tolta dalla provincia di Terra d’Otranto, della quale era stata parte integrante, e inclusa nella regione Basilicata, di cui divenne capoluogo.

Mappa storica di Matera - Gianbattista Albirizzi
Mappa storica di Matera – Gianbattista Albirizzi

Questo titolo rimase a Matera fino all’inizio del XIX secolo, quando le competenze di capoluogo vennero trasferite a Potenza.

In seguito al tumultuoso periodo risorgimentale, macchiato dall’eccidio Gattini, che culminò con l’uccisione dei presunti responsabili della mancata distribuzione delle terre demaniali ai cittadini, la città divenne centro di numerose iniziative di disturbo portate avanti dai dissidenti e dai briganti locali.

Infine, nel 1927 la città fu nominata capoluogo di provincia.

Il periodo dell’occupazione nazista vide Matera ancora protagonista di un importantissimo primato: fu infatti la prima città del Sud a ribellarsi contro i nazifascisti.

Purtroppo, in quell’occasione, molte persone persero la vita in seguito alle ritorsioni dei tedeschi e alla successiva esplosione del palazzo della milizia.

Nel 1948 divenne di dominio pubblico la sottaciuta questione dei Sassi di Matera, inizialmente sollevata da Palmiro Togliatti e poi anche da Alcide De Gasperi.

Qualche anno dopo, una legge stabilì l’immediato sgombero dei Sassi e la realizzazione di alcuni quartieri residenziali nei quali dovettero confluire i circa 15 mila abitanti dei Sassi.

A partire da quegli anni, tuttavia, l’incuria e l’abbandono rovinarono i rioni Sassi fino a ridurli in condizioni di totale degrado.

Soltanto nel 1986 intervenne una nuova legge che prescrisse un finanziamento statale destinato a recuperare gli antichi rioni cittadini, ormai abbandonati da oltre trent’anni.
Il recupero e la successiva iscrizione dell’area fra i patrimoni dell’Umanità voluti dall’Unesco hanno dato nuovo lustro alla zona più antica della città, nella quale vengono organizzati la maggior parte dei tour e delle visite guidate di Matera.

Cosa vedere a Matera

Vuoi sapere cosa visitare a Matera nel dettaglio?

Qualsiasi viaggio o escursione in loco non può prescindere dall’area dei Sassi, che da secoli rendono unica la cittadina lucana.

Realizzati nella Gravina, la gola stretta e profonda che separa in due il territorio a margine della città, i Sassi costituiscono la parte più antica di Matera.

Sono costituiti da due ali separate, che guardano entrambe ad est, divisi tra loro dal breve altipiano roccioso su cui sorge la Civita.

Il Sasso Barisano è quello più ricco di fregi e portali scolpiti che introducono al suo cuore sotterraneo.

Al contrario, il Sasso Caveoso, che ha la forma di una cavea teatrale, da cui probabilmente prende il nome, si presenta molto più semplice, ricco di quelle cavità che per secoli hanno rappresentato l’edificio per eccellenza, ovvero la casa grotta di Matera.

Ciascuno di questi edifici scende a gradoni verso il basso.

Numerose facciate barocche e rinascimentali osservano antiche cisterne e cantine risalenti all’VIII secolo, in seguito trasformate in abitazioni.

Molti ipogei sono stati costruiti e scavati a più riprese fino alla fine degli anni Cinquanta, altri chiusi e dimenticati.

Il serbatoio d’acqua situato sotto piazza Vittorio Veneto che prende il nome di Palombaro Lungo è la summa dell’antico sistema impiegato per la raccolta delle acque, che ha caratterizzato la città per lunghi secoli.

I Sassi costituivano la città popolare, che si contrapponeva alla più borghese e ricca Civita medievale, costruita al di sopra dell’antica acropoli di età greca.

Visitare i Sassi di Matera è un’esperienza incredibile, perché ricchi di sorprese ed elementi particolarissimi, anche se dall’esterno hanno l’aspetto di una parete quasi verticale, compatta ed immobile e completamente chiusa nella pietra.

In realtà, al centro dei Sassi si apre un mondo costituito da cunicoli, stradine tortuose, cisterne e vasche antichissime, simboli scolpiti nella roccia, graffiti risalenti alle epoche più disparate.

I Sassi sono stati abitati per un periodo lunghissimo, offrendo una prova di continuità abitativa fra le più incredibili del mondo intero.

Sono un insediamento forgiato dalle più diverse forme di civilizzazione succedutesi nel tempo, a partire da quelle preistoriche del neolitico, passando per il periodo della civiltà rupestre, per la civitas normanno-sveva, che vide i Sassi pullulare di fortificazioni, per il periodo rinascimentale, passando per la risistemazione barocca del XVII e XVIII secolo, fino al preoccupante degrado osservato nel XIX secolo e nella prima metà del XX, almeno fin quando il governo non ne ha ordinato lo sgombero immediato.

Carlo Levi, nel suo libro intitolato Cristo s’è fermato ad Eboli, affermò che i Sassi avessero la stessa forma con cui chi legge la Divina Commedia immagina l’Inferno dantesco.

Al centro dei due Sassi sorge la Civita, su uno sperone roccioso la cui sommità ospita la Cattedrale ed alcuni palazzi nobiliari.

Tutta l’area, formata dai tre nuclei distinti, costituisce la parte più antica di Matera, dichiarata patrimonio mondiale dell’UNESCO nel 1993.

Se per visitare i Sassi di Matera una guida è fondamentale, al fine di carpirne tutti i segreti e farne proprio l’immenso valore storico e architettonico, un week end a Matera non prescinde da una sosta presso la meravigliosa Cattedrale della Madonna della Bruna e di Sant’Eustachio.

Da ammirare il rosone centrale ed il campanile, che svetta per oltre 50 metri, ma anche gli affreschi interni, uno dei quali ritrae il Giudizio Universale.

Molto interessante è il bel presepe cinquecentesco di Altobello Persio, che in seguito ha probabilmente ispirato la tradizione del presepe vivente di Matera.

La Cattedrale fu completata intorno al 1270, sull’area di un precedente monastero benedettino.

A differenza delle navate interne, che nei secoli hanno subito notevoli cambiamenti, la struttura esterna resta fedele alla sua forma originaria. Imperdibile anche la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, meglio conosciuta come Chiesa di San Pietro Caveoso.

Una passeggiata a Matera non può prescindere da questo luogo incantevole, che sorge in una delle aree più peculiari della città.

La sua edificazione risale al 1218, anche se nel corso del tempo ha subito innumerevoli modifiche ed aggiunte che ne hanno snaturato completamente l’aspetto originario.

La facciata barocca caratterizzata da tre portali ed il vicino campanile a cuspide piramidale dominano un vasto panorama che abbraccia buona parte della gravina e delle grotte situate di fronte alla città.

La Chiesa di San Francesco d’Assisi, pur essendo stata edificata intorno al 1200, venne ricostruita quasi per intero dopo il 1670 ed oggi presenta una facciata in stile tardo barocco.

Al suo interno custodisce l’antica cripta dedicata ai Santi Pietro e Paolo, che possiede anche un affresco che descrive la visita di Papa Urbano II a Matera avvenuta nel 1093.

Ma gli edifici religiosi costruiti in città sono davvero tanti e difficili da visitare tutti durante un’escursione in giornata.

Una visita guidata è la scelta giusta, considerata la straordinaria varietà del patrimonio storico e culturale della città lucana.

Inoltre, visitare Matera a piedi è la soluzione migliore per godere della meravigliosa atmosfera che si può respirare in questa antichissima città.

Se hai intenzione di organizzare un viaggio a Matera non dimenticare di acquistare una nostra guida turistica e osservare una per una le meravigliose chiese rupestri, molte delle quali situate in città, ma anche all’interno del vicino Parco della Murgia Materana.

In totale, le chiese rupestri sono 150.

Fra le più rimarchevoli dal punto di vista delle dimensioni e della struttura architettonica figura certamente quella di Santa Lucia alle Malve, che nell’antichità ospitava un’intera comunità monastica.

Questo complesso risale all’anno Mille, quando venne dedicato a Sant’Agata: soltanto intorno alla prima metà del XIII secolo venne effettuata la nuova dedica a Santa Lucia.

Spettacolare la Chiesa di Santa Maria di Idris, situata sull’alto di una rupe calcarea che si erge nel bel mezzo del Sasso Caveoso.

Vi si può accedere soltanto attraverso una stretta rampa di scale ed è dotata di un avancorpo in muratura che precede gli interni, caratterizzati da una navata irregolare ricca di affreschi, molti dei quali deteriorati o corrosi dall’umidità.

Al di sopra di una collinetta, ai margini della città, sorge il Castello Tramontano.

Realizzato secondo lo stile preferito degli Aragonesi, venne edificato a partire dal 1501 per volere dell’allora feudatario di Matera, il conte Giovan Carlo Tramontano.

Egli fece costruire il suo maniero su una collina dalla quale poteva tenere d’occhio buona parte del territorio, compresa la città e le sue mura.

Il conte finì ben presto per rendersi inviso ai suoi concittadini, che gli contestavano le imposte così esose, finché non finì vittima di una sollevazione popolare.

Il castello rimase incompiuto perché l’assassinio del conte avvenne prima che questo fosse già terminato.

Altra meravigliosa attrazione è il Parco della Murgia Materana, istituito nel 1990.

Comprende buona parte delle chiese rupestri, nonché l’altopiano che si protende fin verso i confini con la vicina Puglia.

Simboli del parco sono le tante masserie, alcune delle quali addirittura fortificate e risalenti ai secoli passati, e il falco grillaio, presente con numerosi esemplari.

Anche il vicino Lago di San Giuliano, formatosi in seguito allo sbarramento del fiume Bradano, è stato recentemente incluso in un’area protetta, denominata riserva regionale di San Giuliano. Importante è la presenza di una nutrita avifauna.

Leggi anche la guida completa su Trani, bellissima cittadina non distante da Matera.

Sassi di Matera: orari di visita

Visto che i Sassi sono due rioni facenti parte del centro storico di Matera, non sono soggetti ad alcun orario o costo d’ingresso, esattamente come accade nei centri storici delle altre città d’Italia e d’Europa.

I punti d’accesso sono molti e l’ingresso resta sempre libero e gratuito, anche in presenza di eventi e ricorrenze di carattere laico o religioso.

Tuttavia, alcuni monumenti situati in città e nei Sassi sono soggetti ad orari e ticket a pagamento.

Fra questi la Cattedrale, accessibile gratuitamente tutti i giorni fra le 9,00 e le 19,00;

le Chiese Rupestri, aperte fra le 9,00 e le 19,00 ma soggette ad un biglietto del costo di 3 euro;

il Palombaro Lungo, visitabile soltanto mediante tour guidati al costo di 3 euro;

la casa grotta di Vico Solitario, aperta dalle 10,00 alle 20,00 e accessibile al costo di 3 euro;

la casa grotta del Casalnuovo, accessibile dalle 10,00 alle 20,00 con un ticket di 2 euro;

la casa grotta di Via Fiorentini, aperta tutti i giorni dalle 10,00 alle 20,00 ed accessibile al costo di 2 euro.

Tradizione e folklore

Fra le tante sagre ed eventi, ve ne sono alcune da citare perché assolutamente da visitare nel caso ci si trovasse in zona durante quel periodo.

Uno degli appuntamenti più attesi dell’anno è la festa patronale della Madonna della Bruna, che si celebra ogni 2 luglio fin dal lontanissimo 1389, quando Papa Urbano VI, arcivescovo della città, decise di istituire quella che al tempo venne chiamata festa della Visitazione.

L’evento clou di questa festa consiste nella distruzione di un carro di cartapesta ornato con motivi trionfali, che ogni anno viene ricostruito.

L’altra tradizione da non perdere per chi decide di visitare Matera a Natale è il presepe vivente.

Quella che oggi è diventata una consuetudine fu avviata negli anni Settanta dal Gruppo Teatro, quindi interrotta per alcuni anni e finalmente ripresa nel 2010, in seguito ad una cooperazione fra la regione Basilicata e l’Unione Nazionale delle Pro loco Italiane.

Il presepe vivente di Matera viene realizzato grazie alla partecipazione di molte centinaia di figuranti vestiti con abiti del tempo su un’area di quasi 700 metri di lunghezza.

Visitare i Sassi di Matera e il presepe vivente durante il periodo natalizio ti offrirà la possibilità di osservare da vicino il più grande evento di questo genere al mondo.

Sempre all’interno del meraviglioso palcoscenico naturale dei Sassi ha luogo una altrettanto suggestiva Via Crucis, buon motivo per visitare Matera a Pasqua.

Il primo agosto, invece, si tiene la sagra della crapiata, una zuppa di cereali e legumi cucinata per festeggiare il raccolto.

Questa festa popolare un tempo si svolgeva fra i vicoli dei Sassi, mentre oggi è stata spostata nel vicino borgo La Martella.

Nel periodo di carnevale, infine, la tradizione locale impone di scandire canti popolari denominati matinate, attraverso cui si introduce allegria e musica nelle case di amici e conoscenti.

Fra i prodotti tipici da gustare qualora ci si trovasse in zona figurano le cialledd, pane duro condito con cipolle, patate, uova ed erbette.

Tipici pugliesi ma anche materani sono gli strascinati e le ricchitell, ovvero pasta fatta in casa molto simile ai cavatelli.

I cutturiddi, invece, sono involtini di agnello, rosmarino, alloro, pomodorini e cipollotti.

Infine, una delle dolcezze imperdibili per chi visita i Sassi sono le cosiddette spumette, biscottini morbidi a base di mandorle tritate.

 

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