COSA VEDERE AD ALBEROBELLO.

GUIDA COMPLETA PER VISITARE LA CITTÀ

 

Trulli di Alberobello

La Puglia è un luogo speciale. Tradizione, arte, cultura e mare si fondono in un unicum tra terra e cielo. Avrai sicuramente sentito parlare di Alberobello e dei suoi celeberrimi trulli, patrimonio dell’Unesco.
Sai cosa sono? Perché si chiamano così?
Con questa piccola guida ti portiamo alla scoperta del paese in provincia di Bari.
Gabriele D’Annunzio scrisse: “Mi sveglio e vedo un paese da sogno, come se dormissi tuttavia. L’attendamento di pietra nel terreno ondulato”. Non ti resta che fare le valigie e visitare Alberobello.

Alberobello: l’origine del nome

Alberobello è un comune di 10.000 abitanti in provincia di Bari. Per la precisione è situato tra la Valle d’Itria e la Terra dei Trulli. Il suo paesaggio è a dir poco fiabesco, ma perché si chiama Alberobello? L’origine del nome è stata oggetto di numerosi studi.
La prima denominazione derivava dal latino “Sylva Arboris Belli”, cioè selva dell’albero della guerra con riferimento all’epoca in cui la zona era ricoperta da una lussureggiante vegetazione.
Successivamente si passò al nome “Silva Arborelli” come risulta dal Diploma d’investitura del 15 maggio 1481 del Re Ferrante d’Aragona. Con tale documento i possedimenti del Conte Giuliantonio I venivano assegnati al figlio Andrea Matteo. Il 22 giugno 1797 Alberobello divenne il nome ufficiale per decisione degli abitanti che lo preferirono a Ferrandina in onore di Re Ferrante.

Alberobello

Trulli Alberobello

Parliamo subito dei trulli prima di scoprire gli altri luoghi d’interesse di Alberobello. Disseminati tra mandorli e ulivi, i trulli sono costruzioni pittoresche uniche al mondo sebbene ci sia un legame con i nuraghi sardi, i bories francesi e costruzioni analoghe in Turchia, Spagna e Africa.

Poetica la descrizione che Pierpaolo Pasolini diede dei trulli: “Di un trullo si potrebbe parlare solo con i termini della cristallografia.
Tutti i corpi solidi vi sono fusi mostruosamente per dar forma a un corpo nuovo, delicato e leggero.
I tetti a punta di un nero cilestrino si staccano improvvisi da questa base contorta e armoniosa per riempire il cielo di magiche punte”.
Dal 1996, l’Unesco li ha dichiarati patrimonio dell’umanità.
Per concludere al meglio la tua passeggiata o la tua visita guidata ad Alberobello devi dormire nei trulli. Un’esperienza da fare almeno una volta nella vita.

Trulli: la storia di queste costruzioni

Non esistono studi sulle origini dei trulli prima della metà dell’Ottocento.
Si può affermare che nel trullo è riconoscibile lo schema della tomba micenea a tholos del Tesoro di Atreo databile tra il 1500 e il 1250 a.C. Pertanto il trullo deve la sua architettura al Vicino Oriente dove si trovano costruzioni simili.

Quando gli Elleni e i Fenici sbarcarono in Puglia costruirono strutture megalitiche come i dolmen e microlitiche come i trulli.
Con il tempo, gli autoctoni della Murgia hanno continuato la costruzione dei trulli grazie al sottosuolo delle campagne pugliesi generoso di calcare stratificato, la pietra necessaria per erigere i trulli. All’inizio contadini e pastori li usavano solo per ricoverare attrezzi o bestiame, successivamente li hanno adattati alle loro esigenze trasformandoli in abitazioni con diversi ambienti. 


Le
testimonianze storiche oggi visibili risalgono alla fine del XVI secolo: il trullo più antico si trova in contrada Marziolla a Locorotondo.
I trulli si diffusero durante il Feudalesimo.
Nel 1481, il feudo dei duchi Caracciolo di Martina Franca passò ai Conti Acquaviva di Conversano e l’area boscosa di Alberobello subì un’improvvisa urbanizzazione.
I nuovi signori incentivarono l’insediamento dei contadini concedendo benefici e incentivi. Molto interessante è capire perché i trulli di Alberobello sono stati costruiti con muri a secco.
I Conti di Conversano vietarono l’impiego di legami idraulici quale la malta e imposero che i trulli fossero eretti a secco secondo la tecnica della pietra a incastro.
Lo scopo era poterli demolire velocemente in caso d’ispezione da parte degli emissari del viceré del Regno di Napoli.
All’epoca, infatti, era in vigore l’editto Pragmatica de Baronibus che stabiliva l’autorizzazione regia e il pagamento di una tassa per ogni nuova costruzione. L’ambizioso e astuto Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona, Conte di Conversano, soprannominato il Guercio, mirava a fare della Selva (il nome di Alberobello prima dell’indipendenza, ndr) un feudo indipendente dal regno centrale di Napoli. Per non pagare le rendite, obbligò i sudditi alla costruzione a secco e ricorse a un escamotage ingegnoso: in caso di controllo faceva legare un cappio intorno al pinnacolo e il trullo crollava immediatamente a causa dell’assenza di malta. Ovviamente a perderci era sempre e solo il contadino. Doveva fare e disfare il trullo in occasione delle verifiche, ma al Conte Acquaviva pagava ugualmente tutti i tributi. Il villaggio fu abusivo fino al 1797, quando i 3500 abitanti si ribellarono al giogo feudale.

Trulli struttura: come sono costruiti?

Sono pochi i maestri trullari ancora in attività capaci di costruire un trullo secondo l’antica usanza. L’edificazione è relativamente semplice. Prima si scava per terra e si forma un cerchio o un quadrato, poi si procede con il pozzo che deve raccogliere l’acqua piovana. A questo punto si dispongono le pietre calcaree in modo circolare e man mano che si sale la costruzione si restringe prendendo la forma di un cono. La copertura è formata da una pietra cilindrica, una a forma di scodella e una a sfera, e termina con un pinnacolo (“un fiore” secondo il poeta D’Annunzio). Il significato del pinnacolo è un mistero. Alcuni sostengono che avesse poteri magici, altri che fosse un semplice ornamento, altri ancora che fosse un simbolo imposto dai Signori feudali. Grazie alla loro particolare struttura e alle mura massicce, i trulli sono freschi d’estate e caldi d’inverno. I trulli sono motivo di grande orgoglio per i pugliesi e sono uno dei più fulgidi esempi di architettura popolare, ingegno e adattamento come nella miglior tradizione italiana.

I simboli sui trulli di Alberobello

Simboli sui trulli
Simboli sui trulli – Andrea Passoni 1 @ Flick

I simboli sul cono del trullo suscitano da sempre grande curiosità. Sono disegnati a mano e con la calce. Hanno diversi significati e nel 1940 per far sì che i turisti li identificassero sono stati classificati. Nel primo gruppo rientrano quelli di ispirazione ebraica: due triangoli incastrati sono il sigillo Salomonis per indicare il passaggio ebraico; il candelabro a sette braccia cristiano indica i sette sacramenti; il candelabro a sette braccia alternate simboleggia la preghiera a Dio; la croce svastica sta per la ciclicità della vita. Il secondo gruppo racchiude gli elementi zodiacali e astrali: i tre cerchi concentrici per il Sole, la croce equilatera per la luna, una specie di L con una freccia per indicare Giove. Questi segni sono considerati di buon auspicio per gli abitanti del trullo. Frequenti i simboli cristiani: la croce di Cristo, la croce con gocce di sangue metafora di martirio e il cuore trafitto per la Madonna dell’Addolorata. Ci sono anche segni apotropaici pagani per venerare qualche divinità ai fini del raccolto, grotteschi e ornamentali. Ci sono quelli di natura scaramantica: le forbici aperte come portafortuna e il classico ferro di cavallo contro il malocchio. I simboli sono presenti sui trulli di Alberobello e di tutta la Murgia.

Il Trullo Sovrano

Il Trullo Sovrano fu eretto fra il 1775 e il 1780 a nord di Alberobello. Il toponimo sovrano fu coniato dal Notarnicola per sottolineare che era l’unico trullo dotato di un piano sopraelevato. La cupola è alta 14 metri, una misura straordinaria per l’edificazione a secco. Il committente fu il sacerdote Cataldo Perta e per questo motivo era chiamato anche “Corte di Papa Cataldo”. Il trullo sovrano è stato un’abitazione privata, ma è stato anche il luogo dove si sono consumati due eventi importanti nella storia di Alberobello. Nel 1785 ospitò le reliquie dei Santissimi Medici Cosma e Damiano e fra il 1823 e il 1837 fu sede della Confraternita del Santissimo Sacramento. La porta di ingresso è incorniciata da un arco e sulla parete sinistra si trova un lungo gradino che consentiva l’ingresso ai cavalli. L’interno si compone di 12 piccoli coni e di una scala in muratura per accedere al piano superiore. La cupola è sorretta da quattro possenti archi, mentre le mura nascondono armadi a muri e stipetti. Ogni giorno una guida ti mostrerà gli interni dove sono stati collocati mobili, corredo e utensili antichi. Il Trullo Sovrano è monumento nazionale dal 1930.

Il Trullo Siamese

Il Rione Monti è composto da circa 1030 trulli (1500 in tutta Alberobello), fra questi c’è il trullo Siamese. È detto così perché presenta una doppia facciata, un doppio pinnacolo, un unico focolare vicino all’uscio e nessuna finestra. Secondo l’iscrizione epigrafica sulla facciata il trullo Siamese risalirebbe al 1400. Se fosse vero sarebbe uno dei più antichi di Alberobello. In effetti, la struttura compatta, le murature possenti e la pianta quasi ellittica sono caratteristiche tipiche dei trulli primitivi. Come anticipato, ha due cupole unite al centro, su una spicca un abbaino, sull’altra il simbolo del sole. Dal trullo si vedono via Monte Nero e via Monte Pasubio. Come vi spiegherà meglio il vostro tour operator, il trullo Siamese nasce da una storia d’amore: due fratelli si innamorarono della stessa donna. Secondo la leggenda, la fanciulla era la promessa sposa del primogenito, ma si innamorò del fratello più piccolo. I tre cominciarono a vivere sotto lo stesso tetto, ma ben presto la convivenza divenne impossibile. Il fratello maggiore, forte del diritto di primogenitura tentò di cacciare i due amanti, il minore si ribellò facendo valere i diritti ereditari. La vicenda si concluse salomonicamente: trullo diviso a metà e un secondo ingresso sul retro. Una passeggiata al trullo Siamese è obbligatoria: oggi ospita un delizioso negozio di souvenir e artigianato locale.

Cosa vedere e quando visitare la città Alberobello

Non c’è un periodo migliore per visitare Alberobello. Il paese è magnifico tutto l’anno e si gira a piedi. Ti stai chiedendo, oltre ai trulli, quanto tempo ci vuole a visitare Alberobello? La risposta è un giorno. Se hai le ore contate affidati a una visita guidata o prenota un tour per essere sicuro di non perderti niente.

Ecco cosa vedere in un giorno o in mezza giornata ad Alberobello. La cittadina si divide nel Rione Monti e nel Rione Aia Piccola. Sull’appendice estrema del Rione Monti sorge la Chiesa di Sant’Antonio. L’edificio di culto è sobrio, ma la sua particolarità sta nella forma a trullo! Bianco e dall’inconfondibile tetto si inserisce in maniera armoniosa nel tessuto paesaggistico di Alberobello. La chiesa fu eretta nel giro di pochi mesi e aperta ai fedeli nel giugno 1927. Nelle intenzioni del committente, don Antonio Lippolis, simboleggiava la lotta contro le altre religioni. Si riconosce da una scalinata che porta all’ingresso monumentale sovrastato da un rosone. Non c’è vestibolo, ci si immette direttamente nell’aula dalla pianta a croce greca. Gli interni sono finemente decorati e spicca un affresco di Santi a opera di Adolfo Rollo. Le cappelle laterali sono dotate di coperture a vela. Il campanile presenta un’iconografia a torre, mentre la maestosa cupola a forma di trullo è alta 21 metri. Tra i monumenti da visitare ad Alberobello c’è il Santuario dei SS. Medici Cosma e Damiano, alle spalle del Trullo Sovrano. La basilica dedicata ai patroni della cittadina è nata sulle rovine di una chiesa più antica e ha subito numerosi interventi di rifacimento. L’attuale facciata è stata realizzata dal pittore Antonio Curri nato proprio ad Alberobello. Il Santuario ricorda un trullo, ma conserva chiare tracce di un’architettura di stampo rinascimentale. Un punto di interesse è la Casa d’Amore, tra le prime costruzioni. È in calce e la sua peculiarità è un balconcino incorniciato da un arco. L’abitazione prende il nome dal proprietario Francesco D’Amore che nel XVIII secolo costruì la casa per celebrare la vittoriosa ribellione degli abitanti contro la tirannia feudale. La casa fu eretta il 1° agosto 1797 con materiali allora vietati: calce e malta. Nella lapide affissa sulla facciata si legge in latino: “Per deliberazione regia questa casa è stata la prima costruita a calce”. Data l’importanza storica, Casa d’Amore è monumento nazionale dal 1930. Oggi è sede dell’Assessorato al Turismo e spesso ospita mostre di arte e pittura. Tra le cose da visitare ad Alberobello c’è sicuramente il Museo del Territorio anche noto come ex casa Pezzolla perché nel 1700 apparteneva a Giacomo Pezzolla, medico del conte Acquaviva d’Aragona, signore di Alberobello. Si tratta di un complesso di 15 trulli contigui e comunicanti di diversa grandezza e stile. Casa Pezzolla ha una facciata in stile barocco che risale al 1780. Secondo la tradizione, il Conte Giulio Antonio D’Aragona in segno di gratitudine verso il suo medico, concesse una deroga permettendo che la casa fosse costruita in malta anziché a secco. La malta permise di erigere il trullo su due piani dando al palazzo un aspetto nobiliare (come Casa d’Amore). Nel 1986 il complesso fu acquistato dal Comune di Alberobello e successivamente restaurato. Il museo è sorto proprio per conservare e tramandare la storia dei trulli che nel 1996 sono stati dichiarati patrimonio dell’Unesco. All’interno del Museo, una visita guidata multilingua ti porterà alla scoperta di testimonianze artistiche, documenti storico-didattici, reperti e cimeli. L’ex casa Pezzolla ospita anche eventi temporanei. L’ingresso costa 3 euro a persona, 2 euro per i gruppi, mentre è gratis per i bambini al di sotto dei 10 anni. Il Museo del Territorio è aperto dal martedì alla domenica. Un’altra meta è il terrazzo del Belvedere: da questa posizione sopraelevata si ammira tutto il Rione Monti.

Un ultimo consiglio su cosa vedere ad Alberobello riguarda la Cantina Museo Albea, un tributo alla cultura enologica. La casa fu edificata a inizio ‘900 su commissione di Luigi Lippolis. I lavori durarono due anni a causa delle particolari richieste architettoniche. La struttura è interamente in pietra e le vasche del vino sono interrate nelle roccia. Le volte a stella e i pilastri portanti di massi sovrapposti ricordano una moschea, mentre l’esterno è perfettamente inserito nel contesto di Alberobello. Unica precauzione: la magia di Alberobello crea dipendenza!

Cosa visitare nelle vicinanze di Alberobello

Se la tua non è una toccata e fuga, ma hai più di un giorno a disposizione, visita anche i dintorni di Alberobello. Puoi cominciare dalla Casa Rossa, la grande masseria a due piani, con trenta stanze di diversa ampiezza e diversi scantinati. Fu eretta a fine 1800 in cima a una collina isolata, a 5 km da Alberobello, su indicazione di padre Francesco Gigante. Il sacerdote volle farne la sede di un istituto agrario. Non si sa perché decise di dipingere i muri di rosso amaranto anziché bianco, ma è certo che il colore ha dato poi il soprannome alla Masseria Gigante. La sua storia è drammatica. Con l’avvento del Fascismo, nel 1940, la Casa divenne un campo d’internamento per ebrei. Il campo chiuse il 6 settembre 1943, ma tre anni dopo la Casa Rossa divenne il confino politico di ex fascisti. Ora è sottoposta a vincolo di tutela in quanto immobile di interesse storico. Se ami le escursioni, ad Alberobello puoi partecipare a una delle numerose visite guidate alle Grotte di Castellana lungo la costa dei Trulli. Il percorso ha una durata di circa due ore e una guida esperta potrà accompagnarti a visitare le Grotte anche di notte.

Castellana Grotte
Castellana Grotte – @ Wikimedia Commons

Tour guidati sono previsti per lo Zoo Safari, a soli 13 km da Alberobello. Zoo Safari è tra i più grandi parchi faunistici d’Italia, vanta uno dei numeri più alti di specie animali che provengono da 5 continenti diversi. Il parco è chiuso nella stagione invernale. A sud di Alberobello trovi il Bosco Selva. Immerso nella rigogliosa macchia mediterranea, potrai fare passeggiate a piedi o in bicicletta, percorsi guidati alla scoperta delle tante varietà botaniche o utilizzare il parco giochi e le aree attrezzate per lo sport. Non vuoi rinunciare a un tuffo nel mare limpido e incontaminato della Puglia? Da Alberobello, la tua meta non può che essere Polignano a mare, con punti panoramici a strapiombo sul mare e possibilità di escursioni subacque. Ogni anno riceve la bandiera blu e il premio per le spiagge più attrezzate d’Europa. Nelle vicinanze di Alberobello sorge Ostuni. Il suo centro storico bianco, piccolo e accogliente a picco sul mare è l’ideale per trascorrere una piacevole serata.

Alberobello, dove comprare souvenir e prodotti tipici

Lo shopping ad Alberobello è una tappa irrinunciabile. Passeggiando per il Rione Monti troverai molte botteghe di artigiani. Un souvenir per amici e parenti è il piccolo trullo in vera pietra locale. Ottime anche le lavorazioni della pelle e del legno e bellissime le stoffe con colori naturali. Trova un posto in valigia o nello zaino per qualche prodotto tipico dell’enogastronomia locale: l’olio extravergine d’oliva, la pasta, il vino e il formaggio. Da portar via anche i taralli pugliesi, salati o glassati e i dolcetti di pasta di mandorle.

Dove mangiare ad Alberobello

La cucina pugliese è fatta di ingredienti semplici, ma sani e genuini. Hai solo l’imbarazzo della scelta per mangiare ad Alberobello: ovunque andrai sarai soddisfatto. Puoi assaggiare le specialità del Ristorante L’Olmo Bello in pieno centro: orecchiette alle cime di rapa e cozze gratinate. Casa Nova, in un ex frantoio, propone orecchiette ai funghi porcini, bavarese al basilico e tagliere al cioccolato. Il Ristorante Pinnacolo in Via Monte Nero offre il meglio dei primi piatti: spaghetti vongole e cozze e tagliolini pistacchio e panna. Tranquilla e informale la Trattoria Amatulli il cui punto di forza sono i primi e i secondi a base di pesce. Diversi i pub economici dove poter degustare la puccia, il tipico pane del Salento croccante fuori da farcire a piacimento. Da gustare anche il gelato artigianale, specie quello a base di frutta secca e il celebre pasticciotto caldo.

Cosa fare di sera ad Alberobello

Dormire in un trullo ha un fascino irresistibile, non ci rinunciare e fermati anche perché la sera il divertimento è assicurato. A pochi km ad Alberobello c’è la discoteca con piscina Hyper, uno dei locali più alla moda della zona barese. A Putignano, dieci minuti da Alberobello, si trova l’Autodromo Club, altra famosa discoteca. Sempre a Putignano puoi ascoltare musica dal vivo al New Piper o al Giannettino Cabaret. Locali notturni di grido sono presenti anche a Polignano a Mare, Monopoli e Taranto.

Cosa vedere ad Alberobello nel periodo di Natale

Come detto non c’è un periodo migliore per visitare Alberobello, ma è anche vero che nel periodo natalizio sembra di vivere in una favola. Ogni anno si tiene il Festival delle Luci. Luci bianche e colorate illuminano i coni fino al 6 gennaio. Alberobello diventa un piccolo presepe circondato da mercatini di ogni genere. Inoltre avrai l’opportunità di partecipare ai numerosi eventi organizzati dal comune e dalle associazioni di Alberobello.

Alberobello: come arrivare

Alberobello si trova nel cuore della Puglia e confina con Locorotondo, Martina Franca, Putignano, Noci e Castellana Grotte. Per arrivare ad Alberobello con il treno devi usare Trenitalia fino a Bari o Taranto e proseguire con i vagoni delle ferrovie Sud-Est. In auto, dall’autostrada A14 prendi l’uscita a Gioia del Colle e segui le indicazioni. Come arrivare ad Alberobello partendo da Bari? Imbocca la strada statale 16 uscita Monopoli e immettiti sulla strada provinciale per Alberobello. Sono circa 20 km.

Alberobello: dove parcheggiare

Alberobello dispone di parcheggi a pagamento non custoditi tra Largo Martellotta e Via Indipendenza. I tagliandi si acquistano al distributore automatico o presso le edicole. Ci sono anche diversi parcheggi privati con guardiano 24 ore.

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