Leggende e misteri di Castel del Monte

Castel del Monte _ @Raising the Edge _ Flickr
Castel del Monte _ @Raising the Edge _ Flickr

Castel del monte, sito su una collina dell’omonima frazione del comune di Andria (BAT), fu eretto intorno al 1240 per volere di Federico II di Svevia.

I pareri contrastanti attribuiscono a Riccardo da Lentini o allo stesso Federico II la costruzione di questa fortezza.

In realtà, conoscendo la storia del sovrano e le credenze discordi sul suo conto, non si potrebbe attribuire ad altri che a lui la costruzione di questo meraviglioso castello.

I segni del tempo su questa fortezza sono purtroppo evidenti, tant’è che non vi sono più gli arredi utilizzati da Federico II e molte cose si sono deteriorate anche se, per fortuna, la struttura è ancora intatta e i misteri che appartengono al castello sono sempre fitti ed affascinanti.

Procediamo con ordine nel tentativo di spiegare alcuni di essi.

  • Una delle cose più enigmatiche riguarda il luogo esatto in cui è stato realizzato il castello, ovvero il punto preciso in cui esso si trova. La collina non è un posto strategico, ovvero non risulta utile a difendere i suoi abitanti da eventuali attacchi esterni. Generalmente, infatti, le fortezze si trovano sempre molto in alto rispetto alle zone circostanti.
    Una leggenda racconta di un tempio molto antico, situato esattamente dove adesso sorge il castello, con una statua eretta sulla sua punta, che recava una scritta: “il mio capo è di bronzo ma a levar del sole a calendi di maggio sarà d’oro”.
    Solo un saraceno, dopo tantissimo tempo, riuscì a risolvere l’enigma di quella frase. Così come scritto, dunque, il primo di maggio egli stesso decise di iniziare a scavare, non appena cominciò sorgere il sole, nel punto esatto in cui si proiettava l’ombra della statua. E proprio lì, sotto quel terreno, trovò un tesoro che, sempre secondo il racconto, fu utile a costruire il castello.
  • La pianta ottagonale del maniero, con 8 torrioni ottagonali, presenta sempre la stessa forma, da qualunque parte la si guardi. La luce solare, nei giorni di solstizio ed equinozio, produce nel patio ombre e strane manifestazioni, molto simili a quelli che si vedono nella cattedrale francese di Chartres e intorno alla piramide di Cheope, con la quale, secondo alcuni, Castel del Monte risulterebbe in qualche modo collegato.
    Il numero 8 ricorre in ogni cosa in questo edificio. Esso rappresenta la perfezione perché, soprattutto quando viene rappresentato capovolto (in orizzontale), simboleggia l’unione di Dio con l’uomo.
  • Il fatto che non ci siano documenti del castello sembrerebbe una cosa voluta, proprio per eliminare traccia della presenza di Federico II e del suo legame con la fortezza. In realtà, però, la sua impronta c’è e si vede! Nella sesta sala, ad esempio, nella parte interna della finestra bifora, è scolpito un giglio con 3 foglie e con lo stelo. Una seconda impronta, anche se più dubbio il suo collegamento, è data dagli 8 lati su cui poggiano i muri perimetrali e dai 48 piccoli lati delle torri. Il totale di questi numeri è 56, come gli anni di vita dell’Imperatore. L’ultima impronta è sulla facciata del castello. Il portale, se diviso in due in verticale, mostra una grande “F”, iniziale di Federico II di Svevia.
    Gli elementi che saltano all’occhio sulla facciata, oltre a questo appena descritto, sono anche le 2 colonne laterali su cui poggiano 2 leoni: uno che volge lo sguardo verso il sorgere del sole al solstizio d’inverno e l’altro con lo sguardo verso il sorgere del sole nel solstizio d’estate. Gli scalini al di sotto fanno in modo che chi esce dal portale non lo faccia mai dando le spalle al castello, come in segno di rispetto.
  • Infine, da tutti i lati il castello è dotato di finestre bifore, mentre su quello che affaccia su Andria vi è una trifora con una bifora sovrastante, in modo da avere una visuale migliore sul luogo (la cripta del duomo) che accoglie le spoglie delle due mogli del sovrano, Jolanda di Brienne e Isabella d’Inghilterra.

Questi ed altri misteri hanno fatto sì che, nel corso del tempo, Castel del Monte avesse le più svariate attribuzioni: un percorso iniziatico, un santo Graal gigante (o fortezza che custodisce il Graal), una grande corona imperiale di Federico II (in effetti la corona del sovrano era anch’essa di forma ottagonale), una dimora di caccia del sovrano, un osservatorio astronomico o, infine, persino un congegno matematico con numeri e leggi perfette. 

Insomma, visitare il bellissimo Castel del Monte vale davvero la pena, anche per gli appassionati di storie misteriose e fantastiche leggende intrise di enigmi!

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